Pensiero ragionato non retribuito.
LA SOTTILE LINEA GIALLA
Basta distrarsi un attimo, e ci si ritrova inghiottiti.
O forse ci si rende conto di essere già stati inghiottiti. Ma vederlo, vedere i segni della città sul nostro corpo, questo no, questo non lo diamo così per scontato, invece...
E così, lo stress, la stanchezza, i pensieri, i mille pensieri, le mille distrazioni, i mille stimoli, gli zombie, le persone a volte, il tempo che non passa, quello che passa in fretta, la polvere, il nero, i colori che fatichiamo a trovare, mi hanno fregato.
Mi son distratto un attimo, e non è colpa di Alfredo.
"Duomo, fermata Duomo". La voce amica e nemica di tutti.
Il treno del metrò che arriva, le porte aperte, i vagoni che sembrano sempre troppo pieni anche se non lo sono, anche se è agosto e potremmo dirci soddisfatti del semideserto urbano. Milano cosmopolita ad agosto, unico periodo in cui i turisti stranieri sembrano quasi di più degli "stranieri e basta".
Esigente e sicuro di me, cercavo un vagone dove illudermi di respirare aria a sufficienza, camminando oltre la sacra e spesso sottovalutata "linea gialla".
Il conto alla rovescia era cominciato da un po'. "Piiii...piiii...piiii..."
Costeggio i vagoni con la solita strategia nella testa: "...alla chiusura delle porte, buttati dentro". Come Indiana Jones, all'ultimo secondo, con un tempismo che nemmeno lui conosce e con quel decimo di secondo in più, che gli avanza per agguantare di un soffio il suo borsalino.
Ma stavolta no.
"Pssssss..." Eccole le porte che si chiudono.
In quegli attimi non bisogna esitare. Sono implacabili, violente, pericolose e cieche.
O fuori o dentro adesso, non scherziamo.
Risucchiato nel limbo, ecco cosa è successo.
Giù in un attimo, e su, perchè bisogna andare avanti.
Le le mie scarpine "urban walking" sono troppo logore. Le capisco, non sono fatte per Milano, non hanno più energie, implorano l'eutanasia da tempo. Io non gliela concedo, e loro optano per il suicidio.
Giù la destra, con tutta la gamba! Tra la linea gialla e il treno, mentre le porte si chiudono. Quindici centrimetri di vuoto nero e sporco, puro passaggio, spazio non considerato, quanto basta alla mia gamba per infilarcisi con una fluidità che mi sorprende.
E in quel secondo, fantastico, la ola, che a Milano è come fosse "l'aurora"!.
"OOOOOHHhhh!!!" Il pubblico metropolitano proprio non se l'aspettava!
Ehhnno! Non lascerò a questi sconosciuti con tanta voglia di conoscere gente vera, la soddisfazione di sentirsi vivi e uniti solo sulle spalle di chi soffre veramente, senza fingere, e soprattutto in diretta, davanti a loro.
Una dose di adrenalina e riparto di slancio. Le porte della metro trovano la pietà di riaprirsi, lentamente questa volta. Mi infilo nel vagone...
"Vuoi una caramella?"....non ci credo.
Ecco la vecchina che si prodiga con i suoi metodi da maesra elementare del dopoguerra. Rifiuto sorridendo e ringraziando.
Chiedo al mio corpo un po' di antidolorifico, io ci aggiungo un po' di orgoglio. Il rituale bicchiere d'acqua, per riprendermi dallo spavento, non mi manca. Le orecchie fischiano, e le comunicazioni col mondo, per un paio di minuti, vengono tagliate.
Sulla mano sinistra uno strato spesso e coprente di polvere nero fumo. Lo sporco vero. Polvere di città.
La coscia destra gonfia e dolorante. Si lamenta senza cambiare colore, nessun livido nero. La sento piangere e maledirmi di quello che ogni giorno è costretta a sopportare.
Alla fine di tutto, sento Milano voltarsi dall'altra parte, placida e indifferente, come il volto di un amico mentre prova a farci uno sgambetto.
Milano ha provato a inghiottirmi, o forse lo ha già fatto.
visitato *loading* volte
Digitare di nascosto la propria password davanti ad amici.
Accarezzare non un corpo, ma una giacca a vento.
Aprendo i regali, chi dice: "Non strappare la carta, la usiamo il prossimo natale"
Gli stilisti che indossano anonime e inespressive T-shirt monocolore
Balconi presidiati da piante e vasi.
La tv nel metro. Il mio non luogo preferito diventa un richiamo per lobotomizzati. E poi non riesco a leggere.
Percepire il mistero. Capire di non sapere. Ma sapere dell'esistenza della verità.
Essere ultimo superstite sveglio di una notte troppo lunga.
Mangiare il gelato senza perderne una goccia.
Riconosco canzoni in pochi decimi di secondo.
Non so usare i fiammiferi.
Il 10% della mia barba è rossa.
Contengo grafismi espressionisti naturali.
A parole un ragazzo perfetto.
Adoro le più complesse e interminabili catene di carbonio.
Toccherò la Terra con un dito.
...in questa prospettiva a forma di fiore...
Mani spinte alla tua nuca, a sollevarti come coppa sacra.
Marzo: mi scoppiano le labbra.
Ho lasciato vagare la mia mente e non è più tornata indietro.
...nella foresta dei particolari.
...nella sua caverna a cielo aperto.
You show me continents, I see the islands...
Un po' di ordine per dio! Almeno nelle mie tasche!
Autunno, cadono i post-it.
Vivo su un'asse d'equilibrio. Sono un artista e non un ciarlatano, però, non è vita da cristiano.
Ti giuro: io non penso!
Il problema stà a monte, la salita è lunga e non c'è neanche lo skylift. Poi è tutta discesa.
Festa nella mia testa.
La bellezza sta negli occhi di chi guarda, e tu hai degli occhi bellissimi.
Vorrei farti vedere dal mio terrazzo.
Il bicchiere è decisamente troppo pieno, la misura è colma, è l'ultima goccia.
Il diavolo non esiste perchè non mi risponde.
Cos'è cambiato? Tutto.
Di lunedì notte Milano non è di nessuno.
In fuga su una panda a motore freddo.
Se Minor non va da Maometto...
Piove, Maometto ladro.
Duemilacinque suca, duemilasei inizia a baciarmi il culo.
Una versione aggiornata di Echelon
L'ombra della luna è più leggera.
La vita è fatta anche di mercoledì pomeriggio.
Dicembre: fumano tutti, anche i navigli.
Un cuore che fa rimbalzare il letto.
Vi guardo intorno, e dentro.
Un giorno agli stronzi tornerà l'olfatto.
I simboli non sono la verità. I simboli ci aiutano a cercarla.
Ringraziate la vostra ignoranza.
Fatevi inn-amorare.
Ooh I heard it through the grapevine...
Quando il lutto svanisce il fatto non cade in prescrizione.
Chi volesse è miliardario.
Care amiche, cari amici. Care compagne, cari compagni.
Accetto serenamente la mia personalità, ma non la consiglierei a nessuno.
La rabbia scalda il vacuo delle vacanze. Il vuoto si tocca. Attenti alla scossa.
Il mondo è bello perchè svario.
Non mi piace, mi dispiace.
Niente sorprese grazie, tranne quelle che potrei aspettarmi.
Rosso di sera, domani rivoluzione.
Il mondo è bello quando dura poco.
Campione gratuito, vietata la vendita.
Non ditemi cos'è l'amore
Vita ai confini di chi arriva e chi parte. Con l'umore che cambia e la testa su Marte.
attratto dalla verità, distratto dalla realtà.
il metropolitauro nella metropoli-tana.
il metropolitauro.
Non leggere. Vivi la tua vita. Non spiare la mia.
Le galline non parlano di volare. I preti non parlino di figli.
Nuoce gravemente te e chi ti sta intorno
Un uomo dalla pratica concettuale.
La realtà è giusto uno spunto.
Navar. Alla prima eclissi sono cazzi vostri.
Noi, figli di nessuno. Riponiamo l'ingombrante concetto di verità. Che il vedere diventi Visione.
Alchemia - alchè mia
ricomincio da me
un bel blog