Minor

Pensiero ragionato non retribuito.

venerdì, 23 settembre 2005

ESERCITAZIONE ANTI-TERRORISMO A MILANO
Un giorno prima della grande prova, provo a immaginare come è stata.

Imponenti le iniziative per la prova a tutela della popolazione in caso di attentato terroristico a MIlano.
L'Italia è pronta a tutelare per quanto possibile i suoi cittadini.
Milano, tra le città a più alto rischio attentato, ora sa come reagire all'eventualità. Siamo i prossimi?

Tra le 17.30 e le 18.00 di oggi vengono fatte espolodere batterie di mirabolanti giochi pirotecnici (per la gioia dei più piccoli) nei pressi della stazione ferroviaria Cadorna, in piazza Duca D'Aosta, Piazza Duomo e piazzale Bande Nere (Metro 1).
Fumogeni da stadio nelle aree adiacenti le esplosioni.  Quattro colonne di fumo colorato si levano altissime in cielo imponendosi alla vista dei milanesi.
La polizia raduna i sorpresi spettatori capitati nelle zone dei fanta-attentati: curiosi, turisti o spemplici disinteressati passanti.
Squadre di medici li forzano a spogliarsi e li visitano rapidamente e con simulata ansia.

Ad alcuni tocca fare i morti: inondati di rossa vernice, basiti e increduli vengono incelofanati seduta stante.
Ottuagenarie donne meriodionali portate appositamente sui luoghi del disastro, li piangono ben attente a mostrarsi all'occhio delle telelcamere.
Negli aereoporti di Linate e Malpensa intanto, i controlli di polizia si stringono intorno ai passeggeri.
Uomini barbuti vengono arrestati sul posto e ad ognuno delle inconsapevoli vittime viene affibbiato un passato torbido ricco di impeto ideologico motivato da concetti chiave quali "vita",  "libertà", "pace".
Iniziative anche nei giorni a venire sono pronte per noi tutti, milanesi e non.
I quotidiani e i telegiornali racconteranno minuto per minuto le evoluzioni della guerra tra civiltà.: indagini, notizie di intelligence, storie degli attentatori e dei regimi che si presume li supportino.
Iniziative politiche  e mobilitazioni popolari saranno permesse, anzi ben volute.
Questa è la grande novità: in questa esercitazione anti-terrorismo il pubblico può interagire, per sentire ancora di più il brivido del terrorismo alle calcagna.
Buon divertimento.

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giovedì, 08 settembre 2005

I RACCONTI DEL CONDOMINIO - I puntata
In Ascensore

Il denaro rende liberi. Speriamo non renda soli.

Il tempo, che a volte credo scorra solo per me, avanza indifferente in giornate che si distinguono per pochi, piccoli ma sempre nuovi, particolari.
Elementi che quotidianamente percepisco come degni di rilevanza vengono inseriti nella mia meomoria, in attesa di una rielaborazione.
Questo mi fa andare avanti. In base a ciò che rilevo determino le mie scelte, i miei piaceri e doveri.
Tra me, e il mondo che mi aspetta al varco, dove sarò messo alla prova quotidianamente, esiste uno spazio che condivido con delle persone di cui conosco a mala pena il cognome per il 90%, e con le quali l'unico dialogo è fatto di sterili "Salve. 'ngiorno. 'rrivederci" (Quasi una trama per un film di fantascienza).

Vivo in un Condominio.

Momenti che ci costringono a condividere spazi che, mai come in questi anni, nel nostro intimo desideriamo dividere, confinare, fare nostri ad uso personale.
Non è cosa da poco vivere il breve, inevitabile rapporto da ascensore (quale strano, nuovo spazio sociale!) e se vi si riesce, riuscire ad assapaorare quel legame con le persone di cui tanto abbiamo sentito parlare ma che ancora desideriamo conoscere.
In questo quotidiano tragitto di vita che di rado mi arricchisce e più spesso mi annoia, vedo solo delle vite paplitare, per fare trascorrere quel tempo il più in fretta possibile, per riprendere ognuno la propria strada di vi(t)a.

La nostra società si sta sempre più conglomerando in base a INTERESSI COMUNI.
Rapporti umani si stabiliscono tra persone con cui si condividono esperienze comuni, un modi di essere.
Così come il concetto di nazione si sta allargando verso l'Europa, il mercato delle relazioni umane si è allargato ai nuovi confini geografici di influenza delle nostre vite.
Il lavoro, elemento irrinunciabile alla vita di un uomo (pena l'illegalità), coivolge una parte della nostra vita, la restante parte non è più impiegata per mantenere relazioni che ci garantivano aiuto, appoggio collaborazione in caso di necessità.
Il denaro ci da la bossibilità di acquisire ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere slegandoci dai rapporti umani.
Una parte di esso resta disponibile per l'orientamento dei nostri interessi, del nostro spazio (geografico e popolato da persone) di influenza.
Ne nascono momenti di felicità, di apatia o di dolore.
Saremo noi a deciderlo.
In questo stà la differenza tra noi e chi invece al denaro sopperiva (!) tramite le persone, mantenere saldi rapporti decisi dalla sola comunanza di una condizione di vita comune o di dipendenza obbligata, spesso presente  contesti spaziali comuni.
Oggi possiamo scegliere quali persone frequentare, con i gusti  e gli interessi che desideriamo e per il tempo che riteniamo utile.
Nonostante questa sia la dinamica classica del nostro rapportarci con gli altri, siamo costretti a viviere momenti con persone di cui non abbiamo avuto la minima possibilità di selezione.

Questo accade in ascensore (l'ascensore è donna).

Forse ci stiamo sempre più allontanando dalle relazioni vicine al nostro spazio di vita, la nostra attenzione è data a chi vive con noi esperienze che noi stessi scegliamo in prima persona e che spesso sono esterne e lontane dal nostro spazio intimo di "casa".

Il popolo che in ordine casuale ma costante "abita" gli ascensori, è costretto a volte, quasi si trattasse di una rara congiunzione astrale, a scontrarsi, e convivere per brevi periodi della durata media di trenta secondi.
In quei momenti ci si guarda negli occhi (mai troppo però!) vedo la vita di un'estraneo.
Durante quegli incotri faccia a faccia con chinon si è scelto, il tempo che a volte credo scorra solo per me, per qualche secondo mi avverte che mi sbaglio.

Mi rassereno, e mi sento meno solo.

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I RACCONTI DEL CONDOMINIO - II puntata

Partiamo dalla retorica:
La realtà supera la fantasia.
La retorica riassume parti di verità. La verità è spesso banale. La retorica è banale.
Il fatto è che la verità va scoperta sul campo.
E sul campo del mio condominio ecco ri-velata la verità della retorica.
Il mio condominio pullula di pazzi.
La pazzia è diffusa e la realtà supera la fantasia.
L'alveare a otto piani in cui posseggo "il mio posto" è abitato da individui costretti nei loro ruoli, che con impegno e sacrificio hanno costituito una indipendenza di cui vanno fieri. Ma rabbia e insoddisfazione pulsano, come anche il bisogno di relazionarsi sostituito dal denaro.
Di questi tempi alcuni condomini incognito si esibiscono in azioni liberatorie da sottoporre a tutto il condominio.
Ecco descritti questi personaggi.La realtà supera la fantasia:
- L'Uomo della carta igienica: Sparpaglia rotoli di carta igienica esauriti nei sotterranei e in cortile. A volte li si ritrova raggruppati appoggiati a lato della tromba delle scale. Ancora nessun sospettato.
- L'uomo caccola: Adora marcare il suo territorio con i frutti del suo corpo. Settimanalmente aggiorna del suo passaggio il pulsante dell'ascensore a pian terreno. Nessun sospetto.
Contro lo strapotere dell'uomo caccola mi sono opposto con un messaggio posto in fianco al suo sigillo: il famigerato pulsante dell'ascensore (vedi figura). La rabbia dell'uomo caccola  si è risolta nella distruzione del messaggio. Ora l'uomo caccola sa quello che deve sapere.

 


- La troia del terzo piano: L'ultima scoperta. Lo ha dato a sapere un messaggio scritto a penna in ascensore, di fianco al numero di telefono dell'assistenza ascensori. La pronta risposta di un dissidente non è tardata: "Tua sorella" recita la reazione probabilmente operata dalla supposta troia del terzo piano.

 

 

 

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Dolceamaro interessante

Digitare di nascosto la propria password davanti ad amici.

Accarezzare non un corpo, ma una giacca a vento.

Non approvo

Aprendo i regali, chi dice: "Non strappare la carta, la usiamo il prossimo natale"

Gli stilisti che indossano anonime e inespressive T-shirt monocolore

Balconi presidiati da piante e vasi.

La tv nel metro. Il mio non luogo preferito diventa un richiamo per lobotomizzati. E poi non riesco a leggere.

Il bello

Percepire il mistero. Capire di non sapere. Ma sapere dell'esistenza della verità.

Essere ultimo superstite sveglio di una notte troppo lunga.

Mangiare il gelato senza perderne una goccia.

Segni particolari

Riconosco canzoni in pochi decimi di secondo.

Non so usare i fiammiferi.

Il 10% della mia barba è rossa.

Contengo grafismi espressionisti naturali.

I sottotitoli

A parole un ragazzo perfetto.

Adoro le più complesse e interminabili catene di carbonio.

Toccherò la Terra con un dito.

...in questa prospettiva a forma di fiore...

Mani spinte alla tua nuca, a sollevarti come coppa sacra.

Marzo: mi scoppiano le labbra.

Ho lasciato vagare la mia mente e non è più tornata indietro.

...nella foresta dei particolari.

...nella sua caverna a cielo aperto.

You show me continents, I see the islands...

Un po' di ordine per dio! Almeno nelle mie tasche!

Autunno, cadono i post-it.

Vivo su un'asse d'equilibrio. Sono un artista e non un ciarlatano, però, non è vita da cristiano.

Ti giuro: io non penso!

Il problema stà a monte, la salita è lunga e non c'è neanche lo skylift. Poi è tutta discesa.

Festa nella mia testa.

La bellezza sta negli occhi di chi guarda, e tu hai degli occhi bellissimi.

Vorrei farti vedere dal mio terrazzo.

Il bicchiere è decisamente troppo pieno, la misura è colma, è l'ultima goccia.

Il diavolo non esiste perchè non mi risponde.

Cos'è cambiato? Tutto.

Di lunedì notte Milano non è di nessuno.

In fuga su una panda a motore freddo.

Se Minor non va da Maometto...

Piove, Maometto ladro.

Duemilacinque suca, duemilasei inizia a baciarmi il culo.

Una versione aggiornata di Echelon

L'ombra della luna è più leggera.

La vita è fatta anche di mercoledì pomeriggio.

Dicembre: fumano tutti, anche i navigli.

Un cuore che fa rimbalzare il letto.

Vi guardo intorno, e dentro.

Un giorno agli stronzi tornerà l'olfatto.

I simboli non sono la verità. I simboli ci aiutano a cercarla.

Ringraziate la vostra ignoranza.

Fatevi inn-amorare.

Ooh I heard it through the grapevine...

Quando il lutto svanisce il fatto non cade in prescrizione.

Chi volesse è miliardario.

Care amiche, cari amici. Care compagne, cari compagni.

Accetto serenamente la mia personalità, ma non la consiglierei a nessuno.

La rabbia scalda il vacuo delle vacanze. Il vuoto si tocca. Attenti alla scossa.

Il mondo è bello perchè svario.

Non mi piace, mi dispiace.

Niente sorprese grazie, tranne quelle che potrei aspettarmi.

Rosso di sera, domani rivoluzione.

Il mondo è bello quando dura poco.

Campione gratuito, vietata la vendita.

Non ditemi cos'è l'amore

Vita ai confini di chi arriva e chi parte. Con l'umore che cambia e la testa su Marte.

attratto dalla verità, distratto dalla realtà.

il metropolitauro nella metropoli-tana.

il metropolitauro.

Non leggere. Vivi la tua vita. Non spiare la mia.

Le galline non parlano di volare. I preti non parlino di figli.

Nuoce gravemente te e chi ti sta intorno

Un uomo dalla pratica concettuale.

La realtà è giusto uno spunto.

Navar. Alla prima eclissi sono cazzi vostri.

Noi, figli di nessuno. Riponiamo l'ingombrante concetto di verità. Che il vedere diventi Visione.

Alchemia - alchè mia

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un bel blog

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