Minor

Pensiero ragionato non retribuito.

martedì, 31 maggio 2005

A volte pare proprio che la gente in questi blog tenga unicamente a ribadire la sua esistenza. Testi senza messaggio, messaggi senza senso.

Mi riprometto di limitare ad una "X" eventuali testimonianze della mia virtuale esistenza.

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martedì, 24 maggio 2005

LUI

C'era una cosa che lo buttava giù.
Che per qualche tempo, da qualche secondo a qualche giorno, gli facevano sentire un po' meno quella voglia di spendere energie.
Poteva permettersi di spendere il tempo come meglio gli pareva.
E il meglio per lui era camminare. E vendere ciò che aveva.
Ma la cosa che gli piaceva di più in tutto questo era la selezione del cliente.
Con la sua 24ore piena di "cose" da offrire, quando finalmente trovava il posto che lo ispirava, si fermava e guardava con quale persona presto si sarebbe cimentato nell'offerta.
Dei giorni partiva alla mattina e tornava la sera, mangiando agli orari più diversi, facendo lunghe soste nei posti più inaspettati, per quanto raramente "particolari", osservando il suo  "cliente futuro", domandandosi chi tra tutta quella gente, sarebbe stato il prossimo.

Sedeva mezzo sorridente sulla sua 24ore. Nemmeno la apriva per esibirne il contenuto.
Quello che conteneva sarebbe dovuto comunque passare attraverso di lui per acquisire valore.
La sua 24ore era piena di strumenti.

I suoi potenziali cliente, tutta la gente che vedeva scorrere davanti a sè, si farmavano davanti a lui molto di rado. Più spesso gli era necessario manifestare una qualche attenzione, una qualche stima a priori verso chi riteneva interessante per ciò che aveva da scambiare.
Così a volte accennava un sorriso più deciso del solito a qualcuno, oppure esprimeva un commento che poteva presentarsi tempestivo e simpatico, o anche dichiarava in poche affermazioni d'effetto la stima o la curiosità verso il "selezionato".
Quando qualcuno aveva tempo da dedicargli riusciva sempre in un modo o nell'altro, a tirar fuori qualcosa dalla sua 24ore e mostrare qualche oggetto, qualche foto, qualche storia, qualche suono che valesse la pena di essere conosciuto.
Parlava, muoveva le braccia ad alta voce, e l'attento osservatore avrebbe facilmente udito anche il suo respiro.
Non dava l'impressione di essere un saltimbanco, nessuna stranezza, nessun aspetto da uomo di strada. E difatti così non era. Semplicemente, come tutti si era alzato di mattina ed era uscito di casa.

Niente a che vedere con una folla, i suoi ascoltatori, i suoi clienti, erano pochi: Uno, Due o Tre al massimo.
Era difficile convincerli a farli restare ancora un po'. Spesso se era fortunato riusciva a trattenere l'unico superstite per un'ora o due, o tre.
Era bello quando un suo ascoltatore sceglieva di rovistare nella sua borsetta, o nel suo zaino per mostrargli qualcosa. E allora come bambini si iniziava a raccontare, a spiegare.
Questo suo vivere pareva non bastargli mai.
Le persone che incontrava se ne andavano via, eppure il vento non era così forte.
Ma a questo era abituato.
I suoi scambi lo rendevano felice. Il tempo delle persone in cambio di tutta la sua vita, di tutta la sua attenzione.

Insomma era felice o no? E cosa lo buttava giù?

Ho detto che i suoi scambi lo rendevano felice. E questo è vero: quando riusciva a farsi ascoltare dalle persone e a dire e a dare loro quello che aveva, quando le persone sceglievano di spendere il loro tempo con lui.
Non era felice quando gli scambi avevano termine. Come adesso.

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lunedì, 16 maggio 2005

Einaudi Tascabili

Gli Einaudi tascabili invecchiano tra le mani.
Non aspettano che il tempo, quello vero, li avvolga in una patina giallo sabbia.
Al termine della prima lettura, le pagine, osservate sul fianco, hanno quelle fessure un po'più ampie che testimoniano il nostro passaggio.
Questo avviene in ogni libro.
Gli Einaudi tascabili lasciano scolorire anche la loro copertina, il profilo della rilegatura.
Quel profilo grigio caldo si sbianca là dove la nostra mano lo impugnava.
La sua rigidità si abbandona e si adatta alla nostra mano.
La sua vecchiaia non cederà alla morte facilmente. Le sue rughe saranno segno irreversibile del nostro cammino, di una saggezza che andiamo cercando, di quel volto saggio che vorremmo riconoscere allo specchio.

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Cantanti stanchi

Non faccio spesso grandi aperture riferite a eventi specifici, ma questa volta sembra necessario.
Ringrazio il fatto di avere delle canzoni registrate.
Mi capita spesso di ascoltare una canzone per numerose volte. Non ho il coraggio di dire quante volte nelle ultime due settimane ho sentito diciamo tre canzoni (oltre ad altre).

Immaginiamo una persona di tre-quattrocento anni fa, che poteva permettersi di ascoltare la stessa musica, chessò un aristocratico con la sua orchestra personale.
Povera orchestra se fosse finita alle mie dipendenze!

"Suonatela ancora!" direi senza esitare, fremendo come se non fosse appena finita.
Ve li vedete quei poveri cristi...
...e poi porterei gli amici a casa..."Sentite qua!"
E avanti la stessa musica...

Ultimamente ho l'impressione che pure alcuni miei mp3 si siano stancati di essere "riprodotti".
Sento le voci dei cantanti abbastanza annoiate....sono preoccupato...
Mah...spero non arrivino a lamentarsi.

E ora, "Musica per favore!"

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domenica, 15 maggio 2005

Agosto

A volte ad agosto l'inverno si sposta sei mesi in avanti, dice una canzone.

Strana cosa.
A volte si ha freddo
A volte si hafreddo anche ad agosto..
A volte si ha freddo perchè ci si sente soli.
E spesso ci si sente soli, se solo ci si ferma a pensarci.
In questa solitudine si cerca qualcuno. Qualcuno che ci tenga un po' di caldo.
Qualcuno a cui dare calore.
Comunque vadano a finire questi periodi, si ha comunque il biosgno di avere calore.
Di dare calore.
Allo stesso modo.
Forse però, pensandoci, ci piace di più "scaldare"
Dare.
Forse è il dare che ci da calore, e gli altri sono solo i nostri "negativi".
Il calore si sposta dal corpo più caldo al corpo più freddo, sempre.
Il nostro calore ha bisogno di chi ha freddo per gettarsi su di lui, e raggiungere uno stato di equilibrio.
Per stare caldi in due.
E se tutti e due, in fondo, pur distanti, si è caldi allo stesso livello?
Non importa, si starà vicini.
Vicini per non stare soli.
Per sentire i nostri dui "calori" che si fondono, che si mischiano.
Convezioni di anime.

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sabato, 14 maggio 2005

La Vita.

Evito il solito discorso sul valore della vita.
Anzi no.
La vita è bella perchè ci dà continui motivi per credere di essere a un passo da quanto bella potrebbe essere.

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giovedì, 12 maggio 2005

Autoritraltri

Alcune fotografie scattate sembrano essersi rivelate premonitrici.
Una buona via è quella di rappresentare/rappresentarmi al futuro.
Vita di altri e autoritratti al futuro.

Attenti voi, la fuori...nuovi colorati vapori alchemici sbuffano dalla mia mente...

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sabato, 07 maggio 2005

Luce dei tuoi occhi

I tuoi occhi non illuminano, sono luminosi.
Non vengo accecato, resto incuriosito. Avanzo nel guardare.
Mi trovo a spiare la luce di due candele dal buco di una serratura.
Ogni soffio di vento, ogni fiato agita quelle fiamme imprevedibili.
Luce lenta, calda, protetta dal tuo viso.
Ore spese a scrutare quelle fiammelle,
l'attimo senza tempo di un bacio a occhi chiusi per assaporarne il tepore.

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lunedì, 02 maggio 2005

LA DURA LEGGE DEL GOAL

Ahh...la dura legge del gol..figata!
Sì, quella di Max Pezzali, e allora?
Quello ciccione pelato che scrive canzoni per i tredicenni. Con l'amico sfigato che l'ha lasciato pure solo.

La Dura legge del gol, tuttavia, la metto tra le mie "top songs menata positiva!"

AAAh...(breve e intenso urlo di sfogo)...

Non godo nel soffrire, mi compiaccio però di vivere a pieno anche la mia rabbia.
I miei sfoghi stanno solo qui.
La mia vita è l'esatto contrario. Qui pugnalo il monitori, nella vita guardo le persone e lascio a loro tutte le energie in sovrappiù alla mia solitudine.
Non riesco a stare solo.
Stò con gli altri. COn altri.
A loro tutto quello che posso.
A chi?
A tutti quelli che non mi fanno del male.

La dura legge del gol insegna...
Grande Max!!

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Un video un perchè

giorginabaldi

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Contatore

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Dolceamaro interessante

Digitare di nascosto la propria password davanti ad amici.

Accarezzare non un corpo, ma una giacca a vento.

Non approvo

Aprendo i regali, chi dice: "Non strappare la carta, la usiamo il prossimo natale"

Gli stilisti che indossano anonime e inespressive T-shirt monocolore

Balconi presidiati da piante e vasi.

La tv nel metro. Il mio non luogo preferito diventa un richiamo per lobotomizzati. E poi non riesco a leggere.

Il bello

Percepire il mistero. Capire di non sapere. Ma sapere dell'esistenza della verità.

Essere ultimo superstite sveglio di una notte troppo lunga.

Mangiare il gelato senza perderne una goccia.

Segni particolari

Riconosco canzoni in pochi decimi di secondo.

Non so usare i fiammiferi.

Il 10% della mia barba è rossa.

Contengo grafismi espressionisti naturali.

I sottotitoli

A parole un ragazzo perfetto.

Adoro le più complesse e interminabili catene di carbonio.

Toccherò la Terra con un dito.

...in questa prospettiva a forma di fiore...

Mani spinte alla tua nuca, a sollevarti come coppa sacra.

Marzo: mi scoppiano le labbra.

Ho lasciato vagare la mia mente e non è più tornata indietro.

...nella foresta dei particolari.

...nella sua caverna a cielo aperto.

You show me continents, I see the islands...

Un po' di ordine per dio! Almeno nelle mie tasche!

Autunno, cadono i post-it.

Vivo su un'asse d'equilibrio. Sono un artista e non un ciarlatano, però, non è vita da cristiano.

Ti giuro: io non penso!

Il problema stà a monte, la salita è lunga e non c'è neanche lo skylift. Poi è tutta discesa.

Festa nella mia testa.

La bellezza sta negli occhi di chi guarda, e tu hai degli occhi bellissimi.

Vorrei farti vedere dal mio terrazzo.

Il bicchiere è decisamente troppo pieno, la misura è colma, è l'ultima goccia.

Il diavolo non esiste perchè non mi risponde.

Cos'è cambiato? Tutto.

Di lunedì notte Milano non è di nessuno.

In fuga su una panda a motore freddo.

Se Minor non va da Maometto...

Piove, Maometto ladro.

Duemilacinque suca, duemilasei inizia a baciarmi il culo.

Una versione aggiornata di Echelon

L'ombra della luna è più leggera.

La vita è fatta anche di mercoledì pomeriggio.

Dicembre: fumano tutti, anche i navigli.

Un cuore che fa rimbalzare il letto.

Vi guardo intorno, e dentro.

Un giorno agli stronzi tornerà l'olfatto.

I simboli non sono la verità. I simboli ci aiutano a cercarla.

Ringraziate la vostra ignoranza.

Fatevi inn-amorare.

Ooh I heard it through the grapevine...

Quando il lutto svanisce il fatto non cade in prescrizione.

Chi volesse è miliardario.

Care amiche, cari amici. Care compagne, cari compagni.

Accetto serenamente la mia personalità, ma non la consiglierei a nessuno.

La rabbia scalda il vacuo delle vacanze. Il vuoto si tocca. Attenti alla scossa.

Il mondo è bello perchè svario.

Non mi piace, mi dispiace.

Niente sorprese grazie, tranne quelle che potrei aspettarmi.

Rosso di sera, domani rivoluzione.

Il mondo è bello quando dura poco.

Campione gratuito, vietata la vendita.

Non ditemi cos'è l'amore

Vita ai confini di chi arriva e chi parte. Con l'umore che cambia e la testa su Marte.

attratto dalla verità, distratto dalla realtà.

il metropolitauro nella metropoli-tana.

il metropolitauro.

Non leggere. Vivi la tua vita. Non spiare la mia.

Le galline non parlano di volare. I preti non parlino di figli.

Nuoce gravemente te e chi ti sta intorno

Un uomo dalla pratica concettuale.

La realtà è giusto uno spunto.

Navar. Alla prima eclissi sono cazzi vostri.

Noi, figli di nessuno. Riponiamo l'ingombrante concetto di verità. Che il vedere diventi Visione.

Alchemia - alchè mia

ricomincio da me

un bel blog

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